• Gio. Dic 3rd, 2020

FARAFINA'S VOICE

"La cultura non fa le persone. Sono le persone a fare la cultura. Il razzismo non dovrebbe esistere, però non vinci un biscotto se lo combatti" – Chimamanda Ngozie Adichie

La vita segreta delle Drag queen in Kenya

Essere una Drag queen in Kenya vuol dire avere una vita difficile a causa delle leggi anti omosessuali. Alcune drag queen kenioti hanno parlato delle dure condizioni di vita nel paese, che le obbligano a nascondersi e incontrarsi per le feste in modo segreto. Vestirsi con abiti dell’altro sesso non è illegale, ma l’essere gay sì! Infatti tantissime persone, nei tempi recenti sono state condannate da 10 a 14 anni di reclusione.
“In Kenya molte persone sono omofobe – racconta Lolita (nome di fantasia) – e se si rendono conto del fatto che sei un uomo che si veste come una donna, ti aggrediscono fisicamente. Alcuni, ti chiedono se abiti con i tuoi genitori e se loro sanno, se rispondi di no, o minacciano di denunciarti alla polizia e farti scoprire o chiedono soldi per  lasciarti in pace. Molti pensano che essere una Drag queen abbia a che fare con il business del sesso e quindi ti scambiano per una prostituta o che sia un modo per mettersi in mostra, ma non è così!
“Noi mostriamo quello che siamo, il nostro talento e la nostra diversità. Essere una drag queen non è una scelta, ci nasciamo. Siamo donne rinchiuse in un corpo da uomo. Siamo umani come tutti voi e l’abito non fa il monaco, così come la sessualità non determina chi si debba essere. Dobbiamo fermare le discriminazioni sessuali perché vorrei camminare liberamente e poter sentire di essere me stessa e sentire di essere rispettata ovunque vada, per quella che sono. Vorrei veramente che la mia nazione abbracci le drag queen perché noi ci siamo, esistiamo. Loro lo sanno che esistiamo, ma non ci vogliono accettare. Le cose devono poter cambiare”. Conclude Lolita.
Niamke N. Lynda

Niamke N. Lynda

Niamke N. Lynda

Dottoressa in Lingue e culture per l’editoria e in Giornalismo e cultura editoriale, Lynda è nata in Costa d'Avorio da madre ivoriana e padre ghanese. Trasferitasi in Italia all'età di 8 anni, vi ha seguito tutta la sua formazione scolastica. Il suo amore per l'Africa, le ha fatto decidere di fare un'esperienza in Ghana, dove ha perfezionato quelle che sono le sue conoscenze e competenze orali e tecniche nell'ambito del giornalismo.

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