• Gio. Dic 3rd, 2020

FARAFINA'S VOICE

"La cultura non fa le persone. Sono le persone a fare la cultura. Il razzismo non dovrebbe esistere, però non vinci un biscotto se lo combatti" – Chimamanda Ngozie Adichie

Il 30 settembre la polizia nigeriana ha liberato 19 donne incinte da diverse proprietà chiamate “fabbrica dei neonati” da cui vengono venduti i bambini.

Queste fabbriche che non sono una realtà recente in Nigeria rapiscono giovani donne, d’età compresa tra i 15 e 28 anni, con l’unico scopo di ingravidarle e vendere i bambini: i maschi costano circa 1,400 $ mentre le femmine 830 $. Prese da tutto lo stato, vengono fatte confluire a Lagos, capitale dello stato e più grande metropoli economica, con l’inganno e la promessa di un potenziale impiego. Queste “fabbriche” criminali hanno una fitta rete di protettrice, che una volta rese schiave le ragazze, le fanno stuprare da più uomini in più occasioni finché non rimangono incinte. Una volta incinte alle ragazze viene promessa la libertà e un cospicuo risarcimento, ma quando partoriscono, i neonati vengono venduti. Non si sa chi e dove siano i trafficanti a capo di queste organizzazioni e i potenziali compratori, ma il traffico di bambini scoperto tra Niger e Nigeria nel 2004 ha portato ad una maxi inchiesta nel 2016 che hanno messo luce su questa attività disumana, spesso controllati da operati sanitari che si avvalgono di personale non specializzato.

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