Le piccole vittime malgasce della Vaniglia

Originaria delle foreste tropicali umide del Messico, la vaniglia è un prodotto prelibato molto usato nella pasticceria mondiale. Introdotta in Madagascar dai coltivatori dell’isola della Riunione nel 1880, oggi è il prodotto più esportato in tutto il mondo, nonostante le concorrenze di altri stati come l’Indonesia e l’India. Negli ultimi anni, il prezzo della vaniglia sul mercato è salito tantissimo, ma i contadini che la producono e gli operai agricoli che la trasformano non ne hanno beneficiato. Anzi a dispetto del duro lavoro, vivono sempre sotto la soglia della povertà.

Proprio lì in Madagascar, più di 180 bambini sono stati incarcerati in attesa di un processo con l’accusa di aver rubato dei baccelli di vaniglia. Sono i bambini della prigione di Antalaha. Non potete neanche minimamente immaginare le condizioni di vita in quelle carceri: i letti sono delle strutture in cemento che spuntano dai muri, una sopra l’altra come un letto a castello. Vengono usati anche come punti di appoggio per i pasti; vivono stipati insieme in una prigione che dovrebbe contenere solo 280 persone, mangiando solo una volta al giorno e occasionalmente ricevono visitatori che li portano del cibo decente.

La vaniglia in Madagascar è un business di notevole importanza, 1kg può essere venduto a 150$ sul mercato. Per questo le autorità prendono sul serio i furti dei baccelli. I bambini che lavorano nei campi per la raccolta, vengono sottopagati e di conseguenza indotti a rubare per guadagnare qualcosa in più per la sopravvivenza. Quando vengono arrestati, nella maggior parte dei casi rimangono anni e anni in prigione in attesa di un processo e quando questo avviene è in assenza di un avvocato difensore. Già i processi per gli adulti sono un iter difficile, figuriamoci per i bambini minori.

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