• Gio. Ott 1st, 2020

FARAFINA'S VOICE

"La cultura non fa le persone. Sono le persone a fare la cultura. Il razzismo non dovrebbe esistere, però non vinci un biscotto se lo combatti" – Chimamanda Ngozie Adichie

La linea del colore | Igiaba Scego

Questa è la storia di due donne vissute in epoche diverse ma legate tra loro da un doppio filo: l’arte e il colore. Una è Lafanu Brown, pittrice afroamericana di origine Chippewa, che alla fine dell’800 lascia gli Sati Uniti e sceglie di vivere in Italia. E’ febbraio 1887 quando in Italia arriva la notizia che a Dogali, Eritrea, 500 soldati sono stati uccisi dalle truppe etiopi per contrastare le mire espansive italiane. Un’ondata di rabbia pervade Roma e Lafanu sperimenta sulla sua pelle il razzismo italiano e ci racconta della sua vita: la nascita in una tribù indiana Chipewa, l’uomo scurissimo di cui la madre si era innamorata e che poi le aveva lasciate, la donna che le diede un’istruzione, l’abolizionismo, la violenza, l’incontro con la sua mentore Lizzie Mason, la sua decisione di venire in Europa in una sorta di Gran Tour alla ricerca della bellezza e dell’indipendenza fino ad approdare in Italia

L’altra ragazza è Leila è una curatrice d’arte di origine africana che appartiene al nostro presente. Tesse i fili del passato e del suo presente e di quello delle sue cugine rimaste in Africa studiando i topos dello schiavo nero incatenato rappresentato in varie opere d’arti. Studia Lafanu e vorrebbe far una mostra su di lei.

Igiaba Scego è una scrittrice italiana di origine somala che con un romanzo di formazione dal tono antico, ci racconta di un mondo nel quale (almeno sulla carta) tutti erano liberi di viaggiare, perché fare memoria della storia è sempre il primo passo verso il futuro che vogliamo costruire.

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