• Sab. Giu 19th, 2021

FARAFINA'S VOICE

"La cultura non fa le persone. Sono le persone a fare la cultura. Il razzismo non dovrebbe esistere, però non vinci un biscotto se lo combatti" – Chimamanda Ngozie Adichie

Per lavoro ho letto dei libri da selezionare per le classi 5 della mia città, da leggere per il concorso libro per la testa e tra questi c’era Albert il Toubab. Nonostante sia un romanzo per 11enni, devo dire che mi è piaciuto moltissimo perché è la storia di un’amicizia particolare tra una bambina e un uomo, entrambi emigrati, che fa riflettere sulla diversità, sugli stereotipi e sulla percezione distorta dell’immigrazione, sulla morte e i lutti.

Alberto, Albert per tutti, è un burbero vedovo portoghese naturalizzato francese (più francese dei francesi) che dalla morte della sua amatissima moglie, ha deciso di non vivere più la quotidianità. Non ha più voglia di niente. Vuole stare in casa tranquillo a guardare la TV e non fare niente se non che lamentarsi col suo gatto puzzone. A rompere la sua tranquillità, arriva il tornado Memouna una bambina senegalese di 9 anni con le treccine, la cui mamma, domestica per volere della defunta Alicia era stata ricoverata all’ospedale per un malore e quindi non era rincasata. Memouna con l’innocenza e la “crudeltà” che caratterizza la sua età sconvolgerà il mondo di Albert portandolo in un caotico e rumoroso mondo composto da mamme e monelli immigrati a cui piano piano si affezionerà. Con la presenza forzata a casa sua di Memouna, Albert scoprirà di avere molto in comune con questa bambina (entrambi sono testardi e orgogliosi), di avere tanto da insegnare a lei e ai suoi amichetti, ma tanto da imparare lui stesso. Con le loro avventure quotidiane i due personaggi arrivano anche a toccare il cuore del lettore.

Poche parole sull’autrice: Yaël Hassan di origini israeliane è nata in Francia ma ha vissuto tra Belgio e Israele. Ha scoperto il suo talento per la scrittura durante una lunga convalescenza in seguito ad un grave incidente automobilistico. La sua è una storia coinvolgente che attraverso una semplice relazione tra un anziano e un bambina, riesce a sfatare e sconfiggere i pregiudizi sull’immigrazione.

Niamke N. Lynda

Dottoressa in Lingue e culture per l’editoria e in Giornalismo e cultura editoriale, Lynda è nata in Costa d'Avorio da madre ivoriana e padre ghanese. Trasferitasi in Italia all'età di 8 anni, vi ha seguito tutta la sua formazione scolastica. Il suo amore per l'Africa, le ha fatto decidere di fare un'esperienza in Ghana, dove ha perfezionato quelle che sono le sue conoscenze e competenze orali e tecniche nell'ambito del giornalismo.

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