LA RAGAZZA CHE DISSE “NO” ALL’INFIBULAZIONE

All’età di otto anni, Nice Leng’ete era destinata a subire la mutilazione genitale, ad abbandonare la scuola e essere data in sposa a un uomo adulto, tutto secondo la tradizione dei Maasai, una tribù kenyata.

Consapevole dell’importanza nel rispettare le tradizioni per quanto riguarda la sua cultura, e del dolore provocato da tali tradizioni, Nice ha detto “NO” all’infibulazione. Non lo ha fatto solo per se stessa, ma anche per tante altre giovani donne. Attraverso il suo coraggio e la sua perseveranza, ha combattuto e sta combattendo per cambiare una pratica centenaria a cui sono sottoposte molte ragazze Maasai in Kenya, in Tanzania e in tante realtà africane.

In una video-intervista rilasciata a Ellen Tsang e Andrea Kennedy per la BBC, Nice racconta di aver visto morire molte ragazze: “abbiamo perso molte ragazze a causa della circoncisione femminile e ho visto la morte nella nostra comunità. Ho visto ragazzine di sei, sette, otto anni a cui sono stati rubati i sogni, perché dopo la pratica, vengono date in sposa all’età di nove, dieci anni. Io sapevo che una volta fatta la circoncisione non sarei più potuta andare a scuola”.

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Quando le è stato spiegato come il suo corpo sarebbe cambiato, delle prime mestruazioni, del rito d’iniziazione a cui tutte le ragazze sono sottoposte e del suo significato (rendere una donna pura e pronta per essere data in sposa), Nice ha implorato i nonni di risparmiarle questa pratica e il prezzo da pagare è stato l’indifferenza della comunità nei suoi confronti. Ma d’altra parte è stata l’unica ragazza a frequentare le scuole superiori e da allora ha cominciato a pensare a come aiutare le altre come lei.

“Ho iniziato ad aiutare ragazze a scappare, ma ho pensato che questo non fosse abbastanza, perché ritornavano dalle loro famiglie; allora abbiamo cominciato a lottare contro la comunità e lì ho capito che c’era bisogno di trovare un modo per parlare apertamente con loro“. Nice ha cominciato allora a discutere del pericolo dell’infibulazione con gli uomini e gli anziani.

“Non è stato facile perché non è permesso ad una donna di parlare di fronte agli uomini in questa comunità, ma sapevo che combattere contro la mutilazione genitale avrebbe richiesto tempo e quindi ho voluto usare l’educazione come mezzo di convincimento. Ho sottolineato come ci sia da investire sull’educazione delle ragazze allo stesso modo dei ragazzi“. Dopo lunghi anni di perseveranza, Nice è riuscita a cambiare i cuori del suo villaggio e il suo messaggio si è diffuso.

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Nice è stata la prima donna a rivolgersi all’assemblea degli anziani e ora è l’ambasciatrice dell’ AMREF Health Africa, l’ONG che ha fatto della salute in Africa il suo moto, ed insieme combattono contro l’infibulazione, una pratica purtroppo ancora oggi molto diffusa.

Niamke N. Lynda

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