Essere una Drag queen in Kenya vuol dire avere una vita difficile a causa delle leggi anti omosessuali. Alcune drag queen kenioti hanno parlato delle dure condizioni di vita nel paese, che le obbligano a nascondersi e incontrarsi per le feste in modo segreto. Vestirsi con abiti dell’altro sesso non è illegale, ma l’essere gay sì! Infatti tantissime persone, nei tempi recenti sono state condannate da 10 a 14 anni di reclusione.
“In Kenya molte persone sono omofobe – racconta Lolita (nome di fantasia) – e se si rendono conto del fatto che sei un uomo che si veste come una donna, ti aggrediscono fisicamente. Alcuni, ti chiedono se abiti con i tuoi genitori e se loro sanno, se rispondi di no, o minacciano di denunciarti alla polizia e farti scoprire o chiedono soldi per lasciarti in pace. Molti pensano che essere una Drag queen abbia a che fare con il business del sesso e quindi ti scambiano per una prostituta o che sia un modo per mettersi in mostra, ma non è così!
“Noi mostriamo quello che siamo, il nostro talento e la nostra diversità. Essere una drag queen non è una scelta, ci nasciamo. Siamo donne rinchiuse in un corpo da uomo. Siamo umani come tutti voi e l’abito non fa il monaco, così come la sessualità non determina chi si debba essere. Dobbiamo fermare le discriminazioni sessuali perché vorrei camminare liberamente e poter sentire di essere me stessa e sentire di essere rispettata ovunque vada, per quella che sono. Vorrei veramente che la mia nazione abbracci le drag queen perché noi ci siamo, esistiamo. Loro lo sanno che esistiamo, ma non ci vogliono accettare. Le cose devono poter cambiare”. Conclude Lolita.
Niamke N. Lynda
