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La depigmentazione artificiale della pelle, una piaga nella società nera

Andress Kouakou

DiAndress Kouakou

Dic 20, 2018

La depigmentazione artificiale conosciuta sotto il nome in codice di Tchatcho, Xhessal e skin bleaching, è ogni atto volontario di schiarirsi la pelle tramite l’utilizzo di prodotti cosmetici tali creme, oli e saponi a base di idrochinone, mercurio, cortisone e altri prodotti cancerogeni che alterano la melanina. Questo è un fenomeno diffuso sia nelle popolazioni nere che in quelle asiatiche, ma noi ci interesseremo all’Africa.

Come sappiamo, la melanina è un insieme di pigmenti neri, bruni e rossastri che vengono prodotti dai melanociti. Sono questi pigmenti che determinano la colorazione più o meno scura della pelle di una persona a seconda delle quantità presenti in essa. I prodotti schiarenti aggrediscono la melanina, alterandola fino a farla sparire. Una persona che si depigmenta la pelle si ritrova ad avere la stessa sensibilità degli albini.

I prodotti sono divisi in due categorie: prodotti di marca tali “Makari”, “First Lady”, “Be shiny” e prodotti per poveri. Quelli per poveri sono venduti al mercato o dalle venditrici ambulanti e sono spesso scadenti o fai date da persone non qualificate per maneggiare prodotti chimici. Persone, che si autodefiniscono “dottori della pelle” senza aver mai seguito una qualche formazione nel campo, preparano miscele pericolose che vendono a persone ingenue. Quelle miscele sono spesso fatte a base di candeggina, limone e crema lisciante per capelli, prodotti che possono creare bruciature profonde. I prodotti di marca, invece, sono fatti a base di idrochinone e cortisone che sono molto efficaci nel processo di schiarimento, ma creano una dipendenza tale da doverli usare in modo costante.

La depigmentazione causa malattie tali il mutamento della struttura dell’epiderma, la sindrome di Cushing, la dermatosi, l’invecchiamento cutaneo precoce, la cicatrizzazione lenta e il cancro della pelle.

In Italia, questo fenomeno è poco conosciuto, ma in Francia, associazioni come Esprit d’Ebène lottano ogni giorno contro la depigmentazione tramite campagne nelle metro parigine.

Campagna Esprit d’Ebène

Andress Kouakou

Andress Kouakou

Andress Kouakou

Dottoressa in Mediazione linguistica e in Giornalismo e cultura editoriale, Andress Kouakou è nata in Costa d'Avorio dove ha trascorso una parte della sua adolescenza. Si è poi trasferita in Italia, all'età di 14 anni tramite ricongiungimento famigliare, dove ha proseguito la sua formazione scolastica. Prima di abbracciare il sogno delle parole, aveva scelto l'ambito meccanico nel quale ha conseguito il diploma. Un perito meccanico che sceglie le lingue, possiamo dire che la sua è una vera e propria riconversione ;) Ha così concluso il suo percorso universitario con un tirocinio a Parigi in una web radio dove ha acquisito competenze orali e tecniche.

1 commento su “La depigmentazione artificiale della pelle, una piaga nella società nera”

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