Quando il Natale arriva anche in Africa

Quando il Natale arriva anche in Africa

24 Dicembre 2018 5 Di Niamke N. Lynda

Ormai manca poco a Natale, i bambini aspettano con trepidazione la notte mentre gli adulti le grandi mangiate del cenone della vigilia e del pranzo di Natale. Ma che cos’è il Natale?
Il Natale è una festività cristiana molto importante, che con il passare degli anni sta perdendo il suo senso religioso per adottare una connotazione sempre più commerciale. Questa festività infatti, rispetto a tutte le altre, si preanuncia con un mese abbondante di anticipo. Già a fine ottobre le strade e le piazze iniziano ad essere addobbate ad hoc, il panettone è già sui banchi dei supermercati e gli altoparlanti dei negozi riempiono l’atmosfera di canzoncine natalizie, per non parlare dei super sconti natalizi che invogliano le persone a spendere.

Oltre a vederlo, il Natale si sente anche nell’aria. Ma vi siete mai chiesti come viene festeggiato in Africa? Beh io si, e ho avuto modo di vederlo.
Dovete innanzitutto sapere che L’Africa è anche un continente cristiano, infatti oltre 350 milioni di persone festeggiano Natale; ma quello a cui siamo abituati in occidente, raramente si trova in tutta l’Africa. Lì, la coesistenza di culture religiose differenti e la grandissima presenza degli europei, ha fatto si che la tradizione occidentale e quella locale si fondessero per creare una tradizione natalizia unica nel suo genere.

Quando parliamo di Natale, tutti sappiamo che si festeggia il 25 dicembre, ma in alcune zone dell’Africa si festeggia il 7 Gennaio (Natale ortodosso). Un esempio è l’Etiopia, che segue il calendario Giuliano e dodici giorni dopo festeggia il Timkat, tre giorni di festeggiamenti per commemorare il battesimo di Gesù.

Essendo un grande continente, ogni stato ha tradizioni diverse a seconda del clima, della religione e della posizione geografica. In Africa centrale, per esempio il Natale coincide spesso con la fine della raccolta del cacao ed i lavoratori delle piantagioni hanno la possibilità di tornare dalle famiglie per festeggiare.
Dal Ghana al Sudafrica, cosi come in Europa il giorno di Natale, comunque si passa in famiglia con pasti, scambi di doni (anche se non in abbondanza come in occidente) e poca neve (almeno che non si è sui Monti Atlas in Marocco).

Anche in Africa esiste la tradizione dell’albero di Natale che, però, è molto diverso dal classico abete tipico dell’occidente. L’ornamento più comune è quello realizzato da un intreccio di foglie di palma poste a forma di arco su cui si appendonno fiori bianchi che sbocciano proprio a Natale. In alcune zone (Ghana per esempio) vengono accesi dei lumini ai piedi delle palme. In Sud Africa, dove la festività cade in piena estate, si festeggia all’aperto, in spiaggia ed i fiori sono le decorazioni più comuni.
La cosa bella, e che a mio avviso sottolinea l’importanza del Natale, è che anche negli stati in cui la religione predominante è l’Islam, il Natale viene rispettato e celebrato. Ad esempio in Senegal, stato prevalentemente islamico, il Natale è riconosciuto come festività nazionale, in un clima di profonda tolleranza reciproca.

La messa è il cuore delle festività natalizie, così come i sacri canti e le danze celebrative, per ciò una delle cose che si regalano di piu sono capi di abbigliamento da indossare alla messa della vigiglia. E visto che gli africani sono un popolo molto allegro e festaiolo, la sera della Vigilia in molti paesi dopo la Messa, si fanno grandi fiaccolate a ritmo di tam tam e canti. La notte viene trascorsa in compagnia di parenti ed amici fino a quando, il giorno dopo, iniziano i preparativi per il pranzo di Natale, per festeggiare il dono della vita.
Niamke N. Lynda

Interessante? allora metti Like e seguici
error