Il male dell'Africa sub-sahariana è il Franco Cfa?

Tutti abbiamo sentito dell’attacco del governo giallo verde contro la politica economica francese in Africa che a detta dei rappresentanti penta-stellati è la causa dell’ondata immigratoria che attanaglia l’Italia. Tralasciando la polemica,vorrei parlarvi della storia del Franco CFA e di come siamo arrivati alla situazione odierna.

Il Franco CFA, Franco delle Colonie Francesi d’Africa all’origine e oggi Comunità Finanziaria Africana, è la moneta di 14 stati africani: Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Rep. Centrafricana, Rep. del Congo, Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea-Bissau, Mali, Niger, Senegal, Togo. Questa moneta, retaggio della seconda guerra mondiale nasce il 25 gennaio 1945 con gli accordi di Bretton Woods (l’insieme di regole riguardanti le relazioni commerciali e finanziarie internazionali tra i paesi industrializzati del mondo occidentale, che avevano lo scopo di superare la recessione economica causata dalla Grande depressione del ’29), con lo scopo di evitare l’impoverimento degli stati africani a causa della caduta del potere d’acquisto del franco francese, mettere ordine nel caos delle varie monete delle colonie e garantire una stabilità monetaria.

Con le varie lotte per l’indipendenza scoppiate nel corso della seconda metà del 900 e la conseguente dissoluzione dell’impero francese, alcuni stati hanno abbandonato il Franco CFA per coniare una propria moneta nazionale, mentre altri, l’hanno acquisita in seguito come moneta ufficiale nazionale (rimanendo così ancora una colonia anche se politicamente indipendente). Con l’arrivo dell’euro nel ’99, il franco ha smesso di esistere in Europa, ma non in Africa. Qui ha continuato ad essere la valuta ufficiale distinguendosi in due monete non interscambiabili: CFA BCEAO dell’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale (UEMOA) e CFA BEAC della Comunità economica e monetaria dell’Africa centrale (CEMAC), le cui rispettive banche centrali, in cui siedono delegati francesi, sono capitanate dalla Banque de France. Il ruolo della banca francese è un ruolo centrale nel sistema economico africano: Parigi determina gli estremi per la stampa delle banconote CFA, Parigi garantisce la convertibilità del franco con l’euro e sempre Parigi decide il tasso di parità tra le due monete. In cambio, i Paesi africani utilizzatori del CFA devono depositare il 50% delle loro riserve in valuta estera presso la Tesoreria francese, la cui stima è di circa di 10 miliardi di euro. Oggi un Franco CFA ha un tasso fisso di cambio con l’euro pari a 0,00152449 euro (dal 1999) e questa moneta viene descritta da molti analisti come il braccio armato del neocolonialismo burocratico-finanziario messa in piedi dall’occidente.

Vorrei invitarvi a guardare e ascoltare con attenzione questa video-intervista prodotta dall’EFD (Europe for Freedom and direct Democracy), in cui l’esperto del Franco CFA ed ex ministro del governo togolese Kago Nobuko parla dell’impatto del Franco CFA sull’economia africana e il suo riflesso sull’economia europea.

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Niamke N. Lynda

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About Niamke N. Lynda 75 Articles
Dottoressa in Lingue e culture per l’editoria e in Giornalismo e cultura editoriale, Lynda è nata in Costa d'Avorio da madre ivoriana e padre ghanese. Trasferitasi in Italia all'età di 8 anni, vi ha seguito tutta la sua formazione scolastica. Il suo amore per l'Africa, le ha fatto decidere di fare un'esperienza in Ghana, dove ha perfezionato quelle che sono le sue conoscenze e competenze orali e tecniche nell'ambito del giornalismo.

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