Alla scoperta di un popolo 6: i Wodaabe

I Woodabe o Boro sono un gruppo etnico, ramo del popolo Fulani, diffuso nell’Africa centrale. Essi sono un gruppo di pastori nomadi che vivono in capanne di rami. Il nome “Bororo” li venne dato dalle tribù vicine con un’accezione negativa e infatti significa pastori di stracci.

Come accennato prima, i Woodabe sono dei pastori nomadi e i loro spostamenti li portano dal sud del Niger al nord della Nigeria, dal nord-est del Camerun al sud-ovest del Ciad e nelle regioni occidentali della Repubblica Centraficana. Li troviamo anche nella RD del Congo e nelle regioni del Basso e Alto Uele.

foto di Carlo Deagnoi

I woodabe sono di religione musulmana anche se molte delle loro pratiche sono legate a tradizioni ancestrali che collidono con alcuni insegnamenti dell’Islam. Delle varie pratiche tradizionali dei Woodabe. Ne citerei due: la prima è quella del dare un nome ai nuovi nati. Dai Woodabe è tradizione dare il nome ai figli dopo il 12esimo anno di età. La seconda pratica, la più caratterizzante di questa tribù è il Guérewol, una festa autunnale di corteggiamento durante la quale le ragazze scelgono il fidanzato tra tutti i ragazzi presenti.

Ogni anno, alla fine della stagione delle piogge che coincide con settembre, i giovani woodabe truccati e vestiti con ornamenti elaborati e piume, si presentano in lunghissime file per ballare e cantare, in modo da attirare le attenzioni delle giovani donne da marito. L’ideale di bellezza maschile dei Wodaabe sottolinea la grande statura e gli occhi che molto spesso vengono roteati sfoggiando un sorriso bianchissimo, per enfatizzare queste caratteristiche.

L’evento di danza si chiama Yaake, ma l’aspetto più importante è il rituale di corteggiamento, che presso questo gruppo etnico illustra l’importanza della seduzione nella vita tradizionale africana. La tradizione Woodabe, infatti nel periodo degli amori permette a due cugini non solo di mostrare affetto l’uno per l’altro, ma anche di diventare amanti della stessa ragazza e spetterà solo a lei decidere chi prendere in marito.

fotografia di A. Fisher e C. Beckwith

Un’altra usanza particolare di questo periodo è che quando un woodabe si sente attratto da una donna, mostra la sua attrazione facendole l’occhiolino; a lei invece è richiesta la modestia di abbassare lo sguardo. Ma se interessata, nell’abbassare la testa farà un cenno con l’angolo della bocca per dare appuntamento. Altri momenti del rituale, meno famosi, riguardano la discussione sulla dote, delle competizioni o corse di cammelli tra corteggiatori, ma di questo ne parlerò in un prossimo articolo.

Niamke N. Lynda

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2 risposte a "Alla scoperta di un popolo 6: i Wodaabe"

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