L'Africa e il cambiamento climatico

Del passaggio devastante del ciclone Idai in Mozambico se ne è parlato poco. Pochissimo. Si è parlato dei mille morti e della scomparsa di Beira e dei suoi 500mila abitanti, delle strade impraticabili dai soccorsi, delle comunicazioni interrotte, eccetera. Ma non si è parlato del perché sia successo. Non si è parlato del problema a monte: il cambiamento climatico. Perché? forse perché fa paura parlare degli effetti dell’inquinamento? La devastazione di cui il Mozambico è stato protagonista è solo uno dei tanti effetti del cambiamento climatico, che come tutte le cose che succedono in Africa, hanno poca risonanza in occidente.

Da molti anni a questa parte, abbiamo esercitato una forte influenza, in continua crescita, sul clima con varie attività inquinanti: combustione dei fossili (carbone e gas), deforestazione, allevamento intensivo. Tutte cose che hanno immesso per anni e anni grandi quantità di CO2, metano e ossido di azoto nell’aria, in aggiunta a quelli naturalmente presenti, aumentando l’effetto serra e il riscaldamento globale. Ma quando si parla degli effetti si parla solo dell’occidente. Gli effetti del cambiamento climatico non si vedono solo in occidente, ma anche in Africa. Si parla infatti di inondazioni, la principale calamità dell’Africa settentrionale, di siccità, di cambiamento nella distribuzione delle precipitazioni, di prosciugamento dei fiumi, di scioglimento dei ghiacciai, di retrocessione dei corsi d’acqua, dell’impatto sulla qualità idrica, dell’impatto sull’agricoltura e sull’alimentazione, dell’impatto sulla salute umana, sugli ecosistemi, sulla sicurezza, e di tanto altro.

Guardiamo alcuni nel dettaglio. Inondazioni: 2001, Nord Algeria, 800 morti e una perdita economica di circa 400 milioni di dollari. Mozambico anni 2000, 800 morti e 2 milioni di persone colpite, di cui milione aveva bisogno di cibo. Mozambico 2019, un’intera città di 500 mila abitanti spazzata via. Siccità: L’Africa orientale tra gli anni 2011 e 2012 ha visto la “peggiore siccità in 60 anni”. Il paesaggio africano sta cambiando e lo stress da calore, siccità, inondazioni varie hanno provocato la riduzione nella resa del raccolto e nella produttività del bestiame. L’Africa orientale sta affrontando la peggior crisi alimentare del 21secolo e le malattie derivanti dal clima mietono morti nelle nazioni più povere. Gli impatti del cambiamento climatico sulla sicurezza hanno la conseguenza di inasprire le questioni di sicurezza nazionale e i conflitti internazionali. Già il fatto che ci siano dei conflitti per l’accesso alle risorse naturali di per sè limitati (es. terreni agricoli fertili e acqua), con il peso del cambiamento climatico, questa dinamica s’inasprisce di più e le sfide da affrontare diventano di più.

Lo schema sopra proposto, è stato elaborato dall’attivista ambientale e ambasciatore Grammenos Mastrojeni, il quale durante la conferenza dei Verdi Europei a cui ho partecipato, ha parlato di come il clima impatta su diversi aspetti: sull’ambiente in primis, poi sullo sviluppo, sulla pace e sui diritti. Tutte le voce enunciate sono tuttavia interconnesse e sono sinergici, pertanto al variare di uno dei valori, l’equazione cambia e l’effetto che ne deriva è sotto gli occhi di tutti.

Malgrado l’Africa abbia concorso ben poco ai fattori che hanno determinato il cambiamento climatico in essere, è lei la più colpita dai suoi effetti.

Niamke N. Lynda

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Niamke N. Lynda
About Niamke N. Lynda 77 Articles
Dottoressa in Lingue e culture per l’editoria e in Giornalismo e cultura editoriale, Lynda è nata in Costa d'Avorio da madre ivoriana e padre ghanese. Trasferitasi in Italia all'età di 8 anni, vi ha seguito tutta la sua formazione scolastica. Il suo amore per l'Africa, le ha fatto decidere di fare un'esperienza in Ghana, dove ha perfezionato quelle che sono le sue conoscenze e competenze orali e tecniche nell'ambito del giornalismo.

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