Riti, usanze e ricchezze culturali di un continente 2: il "Tchrrrrr"

Chiunque abbia frequentato degli africani saprà che noi ci esprimiamo moltissimo attraverso le espressioni facciali o con i versi. Ogni situazione è caratterizzato da un suono onomatopeico molto espressivo, ebbene, in questo articolo vi vogliamo parlare di un verso molto particolare che sicuramente avrete sentito e che anche voi Farafini afro avrete sicuramente usato: TCHOURO o TCHIP che emesso risulta TCHRRRR! scritto così potrebbe non dirvi niente, ma ascoltate l’audio che segue…

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Tchrr o tchip non è solo un verso, ma è una filosofia, è uno stile di vita! Non c’è nessuna donna africana che non usi questo verso. Ma che cosa significa Tchrr? Beh non esiste una singola e propria definizione, ma è un intercalare sonoro che a seconda della situazione in cui viene usato ha un significato, che solo gli africani sanno interpretare. In un contesto familiare (genitori nei confronti dei figli) può significare disapprovazione; in un contesto interpersonale può essere un mezzo per insultare o un segno di disprezzo verso una persona. A volte può essere un segno di sfida, di ribellione o d’insubordinazione, o solo un tchrrr di conversazione amichevole, o ancora un segno di frustrazione, insomma ad ogni situazione il suo tchrrr.
Questa onomatopea è poi accompagnata da un movimento preciso della testa e da un’espressione degli occhi e della fronte che insieme enfatizzano il tchrrr.

Guardando all’origine del suono, la pratica del tchrrrr deriva dall’Africa del l’ovest e pare essere stata scoperta dagli europei come suono ricorrente nelle conversazioni, nel 1976. Questo suono viene usato da tutti, ma veramente tutti gli africani e afrodiscendenti in tutto il mondo e a seconda del popolo che si prende in esame, questa onomatopea ha un nome diverso: Tchouro dai Burkinabé e Ivoriani, secondo i quali il suono richiama quello delle lumache; Tchourou o sourou dai malesi, Tchipetou dai senegalesi, Tchip dai camerunesi, gabonesi e congolesi.

Come si emette il tchrrrr? questa onomatopea vede l’uso di varie componenti: l’aria che viene aspirata, le guance che si chiudono ad imbuto, i denti che si serrano e le labbra che si protendono a “culo di gallina”.

Il Tchip, a differenza del Tchrr è un rumore di aspirazione realizzato con la lingua a contatto con i denti. Nel 2015, dopo averne capito il significato, il suono era entrato nel mirino dei presidi francesi fino a essere vietato in alcuni licei e scuole media di Parigi poiché gli studenti lo usavano per insultare gli insegnanti.

Niamke N. Lynda, Andress Kouakou

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Andress Kouakou
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Dottoressa in Mediazione linguistica e in Giornalismo e cultura editoriale, Andress Kouakou è nata in Costa d'Avorio dove ha trascorso una parte della sua adolescenza. Si è poi trasferita in Italia, all'età di 14 anni tramite ricongiungimento famigliare, dove ha proseguito la sua formazione scolastica. Prima di abbracciare il sogno delle parole, aveva scelto l'ambito meccanico nel quale ha conseguito il diploma. Un perito meccanico che sceglie le lingue, possiamo dire che la sua è una vera e propria riconversione ;) Ha così concluso il suo percorso universitario con un tirocinio a Parigi in una web radio dove ha acquisito competenze orali e tecniche.

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