Riti, usanze e ricchezze culturali di un continente 2: il "Tchrrrrr"

Riti, usanze e ricchezze culturali di un continente 2: il "Tchrrrrr"

8 Aprile 2019 0 Di Andress Kouakou

Chiunque abbia frequentato degli africani saprà che noi ci esprimiamo moltissimo attraverso le espressioni facciali o con i versi. Ogni situazione è caratterizzato da un suono onomatopeico molto espressivo, ebbene, in questo articolo vi vogliamo parlare di un verso molto particolare che sicuramente avrete sentito e che anche voi Farafini afro avrete sicuramente usato: TCHOURO o TCHIP che emesso risulta TCHRRRR! scritto così potrebbe non dirvi niente, ma ascoltate l’audio che segue…

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Tchrr o tchip non è solo un verso, ma è una filosofia, è uno stile di vita! Non c’è nessuna donna africana che non usi questo verso. Ma che cosa significa Tchrr? Beh non esiste una singola e propria definizione, ma è un intercalare sonoro che a seconda della situazione in cui viene usato ha un significato, che solo gli africani sanno interpretare. In un contesto familiare (genitori nei confronti dei figli) può significare disapprovazione; in un contesto interpersonale può essere un mezzo per insultare o un segno di disprezzo verso una persona. A volte può essere un segno di sfida, di ribellione o d’insubordinazione, o solo un tchrrr di conversazione amichevole, o ancora un segno di frustrazione, insomma ad ogni situazione il suo tchrrr.
Questa onomatopea è poi accompagnata da un movimento preciso della testa e da un’espressione degli occhi e della fronte che insieme enfatizzano il tchrrr.

Guardando all’origine del suono, la pratica del tchrrrr deriva dall’Africa del l’ovest e pare essere stata scoperta dagli europei come suono ricorrente nelle conversazioni, nel 1976. Questo suono viene usato da tutti, ma veramente tutti gli africani e afrodiscendenti in tutto il mondo e a seconda del popolo che si prende in esame, questa onomatopea ha un nome diverso: Tchouro dai Burkinabé e Ivoriani, secondo i quali il suono richiama quello delle lumache; Tchourou o sourou dai malesi, Tchipetou dai senegalesi, Tchip dai camerunesi, gabonesi e congolesi.

Come si emette il tchrrrr? questa onomatopea vede l’uso di varie componenti: l’aria che viene aspirata, le guance che si chiudono ad imbuto, i denti che si serrano e le labbra che si protendono a “culo di gallina”.

Il Tchip, a differenza del Tchrr è un rumore di aspirazione realizzato con la lingua a contatto con i denti. Nel 2015, dopo averne capito il significato, il suono era entrato nel mirino dei presidi francesi fino a essere vietato in alcuni licei e scuole media di Parigi poiché gli studenti lo usavano per insultare gli insegnanti.

Niamke N. Lynda, Andress Kouakou

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