La stiratura del petto: una mutilazione poco conosciuta

La stiratura del petto: una mutilazione poco conosciuta

11 Aprile 2019 0 Di Andress Kouakou

La stiratura del seno è una pratica tradizionale molto diffusa in Africa nera soprattutto in Camerun, dove, secondo uno studio della GIZ (Agenzia tedesca di cooperazione internazionale), il 24% della popolazione femminile lo ha subito. Volto a frenare lo sviluppo del petto delle giovanni fanciulle, questa tecnica arcaica consiste nel massaggiarlo con oggetti scaldati in un focolare (Pietre, pestelli, mestoli, ecc …) o non (erbe, stringi-seno, ecc…).

Reuters

Questa pratica tabù viene eseguita quando le ragazze hanno tra gli 8 e i 15 anni d’età. Poco mediatizzata rispetto alle mutilazioni genitali, non è neanche menzionata tra le mutilazioni riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, in particolare perché si svolge a casa nell’intimità familiare sia dai meno abbienti che dai benestanti. Procura un dolore atroce e può creare anche un trauma psicologico oltre che fisico per alcune donne che la subiscono. Noduli, deformazione del seno che cade più in fretta, cancro al seno e difficoltà di allattamento durante le gravidanze sono alcuni di questi problemi.

Il fenomeno è molto diffuso nelle comunità cristiane e animiste del sud del paese. Nella parte nord dello stato che è maggiormente musulmana, solo il 10% della popolazione femminile è coinvolto. Si trovano tracce di questa pratica anche in Guinea Bissau, in Ciad, in Togo e in Benin.

La stiratura mira a ritardare l’adolescenza delle ragazze in modo da prevenire le gravidanze precoci. Con l’altissimo tasso di pedofilia segreta in Africa, le madri e le nonne hanno trovato come metodo di prevenzione questa tortura. Ne hanno fatto un segreto di donne che pure i mariti ignorano. All’inizio, ai tempi delle nonne, la leggenda metropolitana voleva sì che la si facesse per rendere il latte materno migliore ed evitare di partorire un bebè dal sedere rosso. Più recentemente con il boom delle gravidanze precoci, le ragazze si affliggono questo dolore (che proteggerebbe dallo stupro) da sole.

Sembrerebbe che sia sempre colpa della donna se viene abusata dagli uomini, poco importa la sua età. Perché le soluzioni devono per forza essere traumi per il corpo femminile, mentre basterebbe solo insegnare ai maschi già dalla giovane età a rispettare le donne? Se proprio ci deve essere una mutilazione, non sarebbe opportuno che fosse fatta da tutte e due le parti in modo da far capire la gravità della cosa? Malgrado tutte queste sofferenze, un terzo delle camerunesi si ritrova madri all’età di 16 anni. Allora, che senso ha?

Immagine in evidenza di Gildas Paré

Andress Kouakou

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