Polemica: Halle Bailey, la sirenetta nera

Dopo “Aladino”, “il Re Leone” e “Dumbo” che usciranno tra qualche giorno, la multinazionale statunitense Disney ha annunciato un adattamento cinematografico del celebre cartone “la Sirenetta”, fiaba dello scrittore danese Andersen. Ad interpretare il ruolo di Ariel, sarà Halle Bailey, diciannovenne cantante afroamericana. Conosciuta grazie al duo formato da lei e la sorella, Halle è la piccola protetta di Beyoncé (che presta la sua voce a Nala nella nuova versione del “Re Leone”). Rob Marshall, regista de La Sirenetta, ha dichiarato nell’Huffpost di aver scelto la Bailey per il suo “raro mix di carattere, di cuore, di gioventù e di innocenza, senza dimenticare una voce incantevole“. La cantante ha condiviso la buona notizia con un post sul suo instagram con la foto di una sirena nera dai capelli lunghi abbinato da una didascalia: “un sogno che diventa realtà”.

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dream come true… 🧜🏽‍♀️🌊 #thelittlemermaid

Un post condiviso da chloe x halle (@chloexhalle) in data:

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Sui siti francesi, ma così come anche su quelli italiani – un po’ c’era da aspettarselo – è scattata la polemica. I francesi molto attaccati alla Disney, sia per la sua enorme presenza nella capitale che per l’orgoglio nazionale, sono rimasti indignati dalla scelta che hanno definito “fuori dal comune”. Nel racconto iniziale, Ariel è una sirena dai capelli biondi e dagli occhi azzurri. Però è stata inserita nella mentalità di tutti come ragazza rossa. La polemica nasce dal fatto che è un classico che viene rivisitato in modo troppo sconvolgente. Secondo loro, è inammissibile scegliere una ragazza “di colore” per interpretare quest’opera. Alcuni si sono pure spinti oltre paragonando la pelle nera della Bailey alla pelle verde di Shrek e a quella blu dei puffi.

Il problema è che la gente non sta capendo che il mondo sta cambiando. Tutti i grandi marchi e brand stanno, nel bene o nel male, cercando di adattarsi al cambiamento. Oggigiorno tutti cercano di includere le minoranze (persone nere, asiatiche, appartenenti alla comunità LGBTQ, ecc …) nelle campagne pubblicitarie in modo che tutti si possano sentire parte di questo mondo. Io penso che sia giusta l’idea di cercare di integrare tutto questo nella visione dei bambini poiché è l’era nella quale vivono e vivranno. Si dovrebbe insegnare la tolleranza ai più piccoli e non la paura del diverso. È giusto che la nuova generazione cresca conoscendo le realtà nelle quali vive. I bambini sono innocenti. Sono gli adulti, ovvero i genitori, che creano confusione facendo riflettere le loro paure sui figli.

Immagine in evidenza di Evokie.ie

Andress Kouakou

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