• Ven. Ott 30th, 2020

FARAFINA'S VOICE

"La cultura non fa le persone. Sono le persone a fare la cultura. Il razzismo non dovrebbe esistere, però non vinci un biscotto se lo combatti" – Chimamanda Ngozie Adichie

The son of the house |Cheluchi Onyemelukwe-Onuobia

“Penso che dovremmo fare qualcosa per passare il tempo. Due donne in una stanza, mani e piedi legati”

Rapite da un gruppo di terroristi si ritrovano in ostaggio insieme, diventano amiche e condividono la storia della loro vita aspettando il risvolto del loro destino: la giovane Nwabulu, orfana di padre sognava di diventare una stilista anche se serva da quando ha10 anni. Alta e bella s’innamorata e ha una relazione con il figlio del suo datore di lavoro. Dal piccolo conforto della relazione, dagli abusi che subiscono i servi, nasce un bambino che viene cresciuto dalla matrigna di Nwabulu.

Istruita, privilegiata e amata dai genitori Julie è una donna moderna: vive da sola e ha l’opportunità di essere chi vuole. Ma alcune decisioni se prese male ci fanno deragliare dai binari. All’età di 34 anni, Julie non sposata, è felice di ricevere attenzioni dal suo amante Eugene, anche se non ha intenzione di essere la sua seconda moglie. Ma per la prima volta inizia a subire il peso di una mancanza: un figlio. Desiderosa di liberarsi da questo fardello, Julie si spinge verso la poligamia.

Vincitrice del Best international fiction book alla fiera internazionale 2019 di Sharjah, il debutto di Cheluchi Onyemelukwe-Onuobia’s celebra la resilienza delle donne mentre navigano nei rimasugli del mondo maschilista.



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