• Mer. Ott 21st, 2020

FARAFINA'S VOICE

"La cultura non fa le persone. Sono le persone a fare la cultura. Il razzismo non dovrebbe esistere, però non vinci un biscotto se lo combatti" – Chimamanda Ngozie Adichie

Wangari Maathai, prima donna africana Nobel per la pace

Il premio Nobel per la pace istituito dal testamento di Alfred Nobel del 1895, come gli altri premi, è stato assegnato per la prima volta nel 1901. A differenza degli altri Nobel, quello per la pace è assegnato annualmente in Norvegia dal Comitato per il Nobel norvegese, composto da 5 persone scelte dal Parlamento. Dal 1901 al 2019 sono state premiate 105 persone da tutto il mondo per il loro impegno “nella difesa delle relazioni amichevoli tra i popoli

“Alla persona che più si sia prodigata o abbia realizzato il miglior lavoro ai fini della fraternità tra le nazioni, per l’abolizione o la riduzione di eserciti permanenti e per la formazione e l’incremento di congressi per la pace”

Tra le 105 persone insignite del premio ci sono ben 16 donne, un numero importantissimo se confrontato con quello degli altri premi. Tra queste Donne spicca Wangari Maathai, la prima donna africana ad ottenere questo celeberrimo premio nel 2004 “per il suo contributo allo sviluppo sostenibile, alla democrazia e alla pace“.

Wangari Muta Maathai, nata a Nairobi (Kenya nel 1940) è stata un’ambientalista, attivista politica, membro del parlamento keniota e biologa Assistente Ministro per l’Ambiente e le Risorse Naturali nel governo del presidente Mwai Kibaki (gennaio 2003- novembre 2005). Nel 1966 grazie al programma “Ponte aereo Kennedy” che dava una borsa di studio ai migliori studenti africani, si laureò in Biologia all’Università di Pittsburgh diventando la prima donna centroafricana a laurearsi. Dopo la laurea iniziò la sua carriera lavorativa nel dipartimento di zoologia della sua stessa facoltà, mentre la sua carriera politica iniziò nel 1976 con l’iscrizione al Consiglio Nazionale delle donne del Kenya, per poi diventarne presidente nel 1981 fino al 1987.

Da attivista fondò nel 1977 l’ONG Green Belt Movement e intraprese un importante campagna di sensibilizzazione sui problemi della natura, in particolare il disboscamento. Grazie a lei infatti vennero piantati piu di 51 milioni di alberi in Kenya per contrastare l’erosione del terreno.

Nel 2007 la Sperling and Kupge ha pubblicato la sua autobiografia Solo il vento mi piegherà e quest’anno la Jaca Books ha pubblicato nella collana per ragazzi La donna che amava gli alberi. La storia di Wangari Maathai, scritto e illustrato da Claire A. Nivola.

Dopo una lunga battaglia contro un tumore muore nel 2011 all’età di 71 anni rimanendo un esempio di speranza e di coraggio.

Quando rimane scoperto, il suolo chiede ad alta voce il nostro aiuto. Questa è la natura della terra. Ha bisogno di colore, ha bisogno del suo abito verde.”

Niamke N. Lynda

Niamke N. Lynda

Dottoressa in Lingue e culture per l’editoria e in Giornalismo e cultura editoriale, Lynda è nata in Costa d'Avorio da madre ivoriana e padre ghanese. Trasferitasi in Italia all'età di 8 anni, vi ha seguito tutta la sua formazione scolastica. Il suo amore per l'Africa, le ha fatto decidere di fare un'esperienza in Ghana, dove ha perfezionato quelle che sono le sue conoscenze e competenze orali e tecniche nell'ambito del giornalismo.

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