«Ho ricevuto più volte l’ingiunzione di lasciare l’Italia, ma non la potevo rispettare perché non avevo i soldi per comprare il biglietto d’aereo. Il clandestino non poteva cercare un lavoro né pretendere di affittare una casa. Era quasi impossibile ritornare nel paese di origine anche volontariamente, per mancanza di soldi.»
Questa è la storia di Pap Khouma, pseudonimo di Abdoulaye Khouma, un senegalese emigrato in Italia che, per guadagnarsi da vivere, vende piccoli elefantini. Da Dakar ad Abidjan. Poi ancora da Dakar a Roma, Milano e Rimini, dove il protagonista, in una continua fuga dagli “Zii” (la polizia) e, in generale, dai “tubab” (i bianchi), racconta di ciò che vivono i Vu comprà quando vendono le loro merci agli italiani. Racconta delle emozioni che prova quando viene respinto e di quando è lui stesso ad infastidire le persone per vendere e raccimolare qualche soldo.
Con Pap Khouma abbiamo uno spaccato sulla dura vita degli immigrati venditori ambulanti dell’Italia degli anni ’80/90 (un fenomeno tuttora in auge) e l’esplorazione dei temi quali l’identità, la dignità e le difficoltà quotidiane degli immigrati. Tra i tanti messaggi veicolati, troviamo quello dell’importanza della resilienza e della speranza in un contesto di discriminazione e precarietà.
“Io venditore di elefanti” è stato l’esordio di quello che è la letteratura afroitaliana, una nuova letteratura scritta in italiano da scrittori e poeti di altra cultura e afroitaliani.

Abdoulaye Khouma, Dakar – Senegal 3 gennaio 1957 . Scrittore e giornalista senegalese naturalizzato italiano.
Nella sua bibliografia trovate: Noi italiani neri, l’esilio della notte